Komikazen
Komikazen FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FUMETTO DI REALTÀ – Comunicato stampa
Ravenna (9 e 10 ottobre 2009)
Komikazen FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FUMETTO DI REALTÀ
V edizione A cura di Associazione Mirada
Teatro Rasi (Via di Roma, 39)

Spazio Politiche Giovanili (via D’Azeglio 2)

MAR (Museo d’arte Ravenna – Via di Roma, 13)

Libreria Mirada (Via Mazzini, 83)

Venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2009 Ravenna ospita la quinta edizione di Komikazen – Festival internazionale del fumetto di realtà, a cura dell’Associazione culturale Mirada.
Il Festival è realizzato nell’ambito delle iniziative del GAER Emilia Romagna (network regionali del GAI – Giovani Artisti Italiani) e di Italia Creativa.
La tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale è sempre stata presente in molti dei grandi maestri dell’arte sequenziale. È proprio questo l’aspetto del fumetto che il Festival Komikazen prende in considerazione. In questa edizione in particolare sono presentate soprattutto storie che nascono da una tensione individuale, dalla ricerca e dalla sperimentazione.
Sei gli autori ospiti della quinta edizione di Komikazen, protagonisti di workshop e incontri insieme ad autorevoli rappresentanti dell’ambito culturale nazionale e presenti a Ravenna con le tavole originali di alcuni dei loro lavori più significativi, in mostra per un mese (fino al 8 novembre 2009) in vari luoghi della città.
Ospite d’onore il disegnatore inglese Dave McKean, che al MAR, Museo d’arte della città, espone La comica tragedia o la tragica commedia di Mr Punch, lavoro sul diabolico personaggio Mr Punch, antieroe mutuato dalla Commedia dell’Arte, la cui storia si intreccia a ricordi d’infanzia del protagonista e narratore della storia. McKean, illustratore, designer, fotografo e perfino musicista è stato definito “un vulcano” per la creatività visionaria, che caratterizza tutta la sua opera: fumetti, lungometraggi e albi illustrati.
Fumetto di realtà nel senso più classico è invece quello delle opere dell’americano Peter Kuper, altra importante presenza del Festival, che a Ravenna espone le tavole di due suoi lavori: La giungla, e la sua ultima creazione Diario de Oaxaca.
Il fumetto però non è solo disegno, ma anche testo e una storia che funziona si realizza solo dall’affiatata collaborazione della duplice penna di chi disegna e di chi scrive.
L’altro aspetto della graphic novel è ben rappresentato dall’ironia e dalla perizia dello scrittore argentino Carlos Trillo, che per anni ha redatto i testi per le storie di personaggi altrui. A Ravenna sono esposte tavole disegnate da alcuni dei nomi più importanti del fumetto internazionale, i cui testi sono stati prodotti dallo stesso Trillo. Ci saranno tavole originali tra gli altri di Alberto e Enrique Breccia e di Risso.
La realtà del fumetto nazionale dell’ultima generazione di disegnatori è rappresentata da Paolo Bacilieri, con le tavole della storia dell’omicida Pietro Maso, vicenda rimasta impressa nella memoria di chi ha vissuto consapevolmente gli anni ’80; Gianluca Costantini, artista ravennate che si è contraddistinto negli ultimi anni per un fumetto dalle tematiche di interesse politico nazionale e internazionale e che presenta due mostre una sulla storia tragica della guerra di liberazione algerina, e l’altra dal titolo Opus quotidianum in cui sono esposte sue tavole di argomento politico scomposte e ricostruite in mosaico da Koko Mosaico; e Davide Toffolo che si confronta con lo scrittore più eclettico della nostra cultura contemporanea: Pier Paolo Pasolini.
Venerdì 9 ottobre (ore 10.00 – 13.00 e 14.00 – 17.30) presso il Teatro Rasi (Via di Roma, 39) il Festival si apre con il workshop per disegnatori e appassionati dell’intellettuale e disegnatore americano Peter Kuper. Newyorkese d’adozione, Kuper nasce nel 1958 ed è noto soprattutto per il carattere politico delle sue pubblicazioni. Illustrazioni di Kuper sono apparse su numerose riviste e quotidiani statunitensi, tra i quali «The New Yorker», «Time», «The Washington Post» e «The Progressive». Tra le sue graphic novel più famose, un adattamento di The Jungle di Upton Sinclair (lavoro esposto a Ravenna) e Comics-Strips, cronistoria del suo viaggio di otto mesi in Africa e nel Sud-Est asiatico (iscrizione obbligatoria a info@mirada.it).
Alle ore 18.00 presso lo Spazio Politiche Giovanili (via D’Azeglio, 2) si inaugurano le prime due mostre del Festival: le tavole Selezionati per Komikazen dei giovani autori scelti dal concorso che il Festival ha indetto nel 2009 e che prevede la pubblicazione del libro del vincitore nell’edizione 2010: la selezione regionale ha già prodotto il libro di Leonardo Guardigli Mecnavi (vincitore 2007) e presenterà il libro della vincitrice dell’edizione 2008 Marina Girardi edito da Comma 22.
Saranno inoltre esposte nel medesimo spazio le tavole curate nella parte testuale da Carlos Trillo nella mostra da titolo Aria buona dall’Argentina: 100 tavole originali su sceneggiatura di Carlos Trillo.
Sceneggiatore di Alberto ed Enrique Breccia, ha collaborato con numerosi autori, tra cui Risso. Trillo è uno dei più importanti sceneggiatori di fumetti latinoamericani ed uno degli autori di testi storici a livello internazionale. Fa parte di quella meravigliosa stagione del fumetto argentino che ha visto come protagonisti disegnatori come Breccia, ma ha anche dato le ali a Hugo Pratt.
Alle 19.00 la presentazione del libro Kurden People, edito da Comma 22, della giovane fumettista Marina Girardi, (vincitrice edizione 2008) sulla storia dei curdi: al porto di Patrasso, sotto un torrido sole estivo, si incrociano la rotta di Sonia, che, sola col suo zaino è di ritorno da una vacanza a Creta, e quelle dei ragazzi kurdi in fuga dalle persecuzioni che subiscono nei loro paesi.
Nata a Belluno, Marina Girardi ha frequentato il corso di Illustrazione e Fumetto all’Accademia di Bologna e ha deciso di dedicarsi al fumetto dopo aver partecipato al seminario organizzato da associazione Mirada con Marjane Satrapi nel 2003.
La serata si conclude alle ore 21.00 al Teatro Rasi con l’inaugurazione della mostra Intervista a Pasolini di Davide Toffolo, Pasolini a Ravenna, che viene presentata dallo stesso Toffolo e dal registra teatrale Marco Martinelli regista e direttore artistico di Ravenna Teatro. Nell’incontro si ricordano le origini di Pasolini: suo padre era un ravennate, della nobile famiglia Pasolini Dall’Onda, un elemento biografico che la città di Ravenna sembra avere dimenticato o rimosso.
Toffolo nasce a Pordenone nel 1965 ed è autore di fumetti, oltre che cantante e chitarrista italiano, componente del noto gruppo Tre allegri ragazzi morti. È diplomato in Disegno Anatomico all’Università di Bologna, dove ha frequentato la scuola di fumetto Zio Feininger di Andrea Pazienza e Lorenzo Mattotti. Uno dei suoi temi prediletti è l’adolescenza con le sue difficoltà e i suoi conflitti. Tra i suoi ispiratori ci sono Pasolini, Ettore Petrolini, Federico Fellini e Tim Burton.
A Ravenna sono esposte le tavole originali del suo libro Pasolini. Il rapporto sofferto, dolente, ricco e profondo con un’icona culturale del Ventesimo Secolo. Pasolini riletto da Toffolo in un impossibile dialogo tra autori di diverse generazioni. Romanzo grafico, a cavallo tra cronaca e diario di viaggio, sugli scritti e le dichiarazioni di un intellettuale scomodo che ancora oggi, a trent’anni dalla morte, si rifiuta di aderire a categorie predefinite.
Sabato 10 ottobre dalle 9.30 al Teatro Rasi incontro dal titolo Supermaso attitude e gli eredi: storie dal vero con il disegnatore Paolo Bacilieri e lo scrittore e saggista veneto Gianfranco Bettin, che nel ’92 pubblicò per Feltrinelli L’erede. Pietro Maso, una storia dal vero.
Veneto anche Bacilieri, nasce a Verona nel 1965, diplomatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, lavora nel mondo dei comics dal 1982. Autore eclettico, sintetizza nella sua cifra personale il bagaglio di immagini del fumetto seriale e le soluzioni più azzardate dei comics underground.
Tra le sue opere: Barokko (1988-1995, Black Velvet), Durasagra (1994, Black Velvet), The Supermaso Attitude (Phoenix, 1996), alcuni albi delle serie Napoleone e Jan Dix (Sergio Bonelli Editore, 1999-2008), Zeno Porno (Kappa edizioni, 2005) e La magnifica desolazione (Kappa edizioni, 2007).
Alle 11.30 incontro con il disegnatore Peter Kuper che parla di Oaxaca: raccontare il Messico. Nel 2006 Kuper si trasferì per un periodo da New York a Oaxaca in Messico con la famiglia, per sfuggire alla metropoli caotica alla ricerca di un’oasi di pace, ma come scrive lui, Diario di Oaxaca è il risultato del trovarsi nel posto giusto al momento sbagliato. Infatti Oaxaca, cittadina solitamente tranquilla, fu teatro di violenti scontri tra le forze di polizia del Governo e gli scioperanti, in particolare insegnanti, che chiedevano maggiori garanzie e aumenti di stipendio.
Nel pomeriggio alle 15.30 appuntamento con Dave McKean. McKean nasce in Inghilterra nel 1963. I suoi lavori sono caratterizzati dalla commistione di varie tecniche quali disegno tradizionale, fotografia, collage, scultura e computer grafica. La sua carriera ha inizio con un fallimento: nel 1986 si reca a New York per un colloquio di lavoro come disegnatore di fumetti, che non ha esito positivo; tuttavia in quell’occasione incontra lo scrittore di testi, anche lui inglese, Neil Gaiman, con cui stabilirà un sodalizio che ancora continua. Gaiman lo coinvolge nella lavorazione di una breve graphic novel, Violent Cases pubblicata nel 1987. Nel 1988 pubblicano insieme il capolavoro Black Orchid. Tra il 1990 e il 1996 Dave McKean scrive e disegna il suo capolavoro: Cages (pubblicato in Italia da Macchia Nera nel 1999), una graphic novel sul tema dell’ispirazione e della creatività artistica, disegnata con uno stile molto scarno che ricorda le opere di José Muñoz e Lorenzo Mattotti.
Dalla collaborazione con Neil Gaiman nascono anche le graphic novel Signal to Noise nel 1992, la storia di un regista moribondo e del suo ipotetico ultimo film, Mr Punch e i libri illustrati per bambini The day I swapped my dad for two goldfish (1997 – In Italia: “Il giorno che scambiai mio padre per 2 pesci rossi” ed. Macchia nera, 2000) e Wolves in the wall (2003 – In Italia: “I lupi nei muri”ed. Mondadori, 2003). Ha inoltre illustrato, sempre con Gaiman, il libro Coraline (2002 – In Italia: “Coraline” – ed. Mondadori, 2003).
Durante la sua carriera, McKean ha realizzato anche numerose copertine di CD per artisti internazionali, copertine di libri, illustrazioni per The New Yorker, e contribuito alla realizzazione di pubblicità e piccole clip promozionali. Ha inoltre pubblicato due libri di fotografie.
Nel 2005 ha realizzato il suo primo lungometraggio, MirrorMask. La sceneggiatura scritta ancora in collaborazione con Gaiman prende vita sullo schermo con l’ausilio di tecniche miste, un incrocio tra ripresa dal vivo, animazione digitale e stop-motion.
Alle 17.30 incontro con Carlos Trillo. Carlos Trillo nasce a Buenos Aires nel 1943, nel 1975 comincia a scrivere sceneggiature di fumetti per i disegni di Alberto Breccia e del figlio Enrique; assieme ad Horacio Altuna è il creatore della popolare striscia comica Loco Chávez, che è apparsa per più di dieci anni ogni giorno sul quotidiano Clarín. Trillo, tuttora uno dei più prolifici scrittori di fumetti argentini, è uno scrittore che non pensa per frasi o periodi, ma per azioni e sequenze, adattando la sua solida struttura narrativa al disegnatore con cui sta lavorando, dimostrando così una grande capacità di collaborazione.
Alle 19 presso il MAR, Museo d’arte della città (Via di Roma, 13), nell’ambito delle manifestazioni per la Notte d’oro di Ravenna, inaugurazione della mostra L’ombra di Peter Pan con le tavole originali di Dave McKean, Peter Kuper, Paolo Bacilieri e Gianluca Costantini.
La mostra di McKean si compone in gran parte di tavole tratte dal suo lavoro con Gaiman su Mr Punch, in cui l’affiatata coppia di artisti propone una summa dei rispettivi stili e modi di affrontare l’arte grafica. Gaiman presenta al pubblico i personaggi di Mr. Punch, il chiassoso e popolare burattino anglosassone derivato da Pulcinella, e Judy, la sua compagna, e crea una raffinata storia nella storia, una favola oscura che mescola l’infantile innocenza con l’oscurità degli adulti. In perfetta armonia con dialoghi e didascalie, McKean accompagna ogni pensiero di Gaiman con sofisticate immagini che superano il canonico concetto di vignetta e fumetto e fondono insieme abilità fotografica, gusto per la sperimentazione e puro disegno. Saranno inoltre esposte numerose tavole originali tratte dalla caleidoscopica produzione dell’artista inglese. Nell’esposizione di Kuper (50 tavole) sono insieme Diario di Oaxaca e La giungla, il romanzo più importante e di successo di Upton Sinclair; una denuncia delle misere condizioni di vita degli immigrati, costretti a lavorare in situazioni pericolose e anti-igieniche nelle fabbriche di inscatolamento del cibo confezionato. La potenza immaginifica delle illustrazioni di Kuper cattura l’intensità del romanzo di Sinclair, in un audace contrappunto fra testo e disegno.
Paolo Bacilieri espone 20 tavole del suo lavoro del 1996 The Supermaso Attitude, sulla terribile vicenda di Pietro Maso, che nel ’91 a 19 anni organizzò l’assassinio dei suoi genitori con la collaborazione di due amici, per acquisirne l’eredità. Un’opera che al momento della sua uscita, non passò sicuramente inosservata, per la tematica scottante, affrontata con toni ai limiti del grottesco e per il suo essere in controtendenza rispetto all’imperversare, in quegli anni, di manga e supereroi. Bacilieri si è documentato a lungo sugli atti processuali con l’aiuto dello psichiatra Vittorino Andreoli, anche lui personaggio del fumetto, ma il risultato artistico è tutt’altro che realistico e la sottile ironia del disegnatore affiora in tutte le pagine, nonostante la drammaticità della storia.
Gianluca Costantini, artista visivo e disegnatore di fumetti, vive e lavora a Ravenna. Come illustratore e autore di fumetti, pubblica su numerose riviste e quotidiani italiani fra cui “Il Nuovo Male”, “Blue”, “Il Manifesto”, “Internazionale”, e stranieri “Babel” (Grecia), “Kuhinja” (Serbia) e “WarWorldIII” (U.S.A.). Dal 2002 è direttore della rivista italiana di fumetti “inguineMAH!gazine” e cura diverse pubblicazioni di graphic novelist internazionali. A partire dai primi anni Novanta espone in numerose mostre collettive in tutta Europa; nei festivals di fumetto internazionali come Lucca Comics, Stribburger e Angouleme, in manifestazioni artistiche come la Biennale dei Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo o in gallerie private italiane. Alcune delle ultime mostre personali sono state Political Comics (Atene, 2006), Banda desenhada politica (Lisbona, 2006), Sangue in Algeria (Perugia, 2008) e Channeldraw (Belgrado, 2008).
A Komikazen espone le 20 tavole di Sangue d’Algeria, un lavoro sulla guerra di liberazione algerina dal colonialismo francese, svoltasi dal 1954 al ‘62. In poche tavole, in cui il testo delle didascalie è parte integrante del disegno stesso, Costantini mette in scena con abilità la volontà di mostrare tutti gli aspetti della Guerra d’Algeria, senza aver la pretesa di creare un documento storico, ma incitando a leggere la storia diversamente, a prendere coscienza di una storia occultata dai francesi e dagli stessi algerini. La mostra è stata prodotto dalla Galleria Miomao di Perugia ed è stata esposta al Salon du Dessin Contemporain di Parigi nel marzo 2009.
Alle 22.30 presso la Libreria Mirada (Via Mazzini, 83) inaugurazione della mostra Opus quotidianum di Gianluca Costantini in cui alcuni suoi lavori a carattere politico sono state scomposti e ricostruiti con la tecnica del mosaico dallo studio Koko mosaico di Ravenna.
Opus quotidianum – ripredendo il termine opus tipico di alcune tradizionali tecniche del mosaico – allude all’opera quotidiana di ricerca sul tradimento delle immagini riportate dai media, che ha impegnato Costantini da diversi anni. Le tavole dell’artista sono state poi tradotte in mosaico in una forma contemporanea e pop dallo studio Koko di Ravenna. Tutti i cartoni difatti sono tratti da immagini di “quotidiani” di vario genere, interpretati dalla linea sapiente del disegnatore ravennate.
La mostra fa parte inoltre del fitto calendario di Ravennamosaico, prima biennale del mosaico della città romagnola, e costituisce un punto di snodo tra nona arte e arte musiva. Un incontro peraltro piuttosto fruttuoso, visto che molte delle opere di artisti che si sono cimentati con questo medium hanno proprio un carattere pop e fumettistico. D’altro canto lo stesso Costantini si è diplomato all’Istituto D’Arte per il Mosaico Severini di Ravenna, che proprio quest’anno ha celebrato i suoi primi 50 anni.
Alle 24.00 il Festival si chiude con la performance musicale del gruppo Ponte Radio.
L’Associazione Mirada (Mirada significa sguardo in spagnolo: risuona in questa parola la radice latina di miror, che significa anche stupirsi) nasce nel 1997, ma negli anni ha cambiato forma e sostanza. Da un’attenzione centrata soprattutto all’allestimento e alla creazione di percorsi museali ed espositivi, passa ad occuparsi di progettazione curatoriale, soprattutto nell’ambito del fumetto e dei giovani artisti.
Dal 2000 lavora in convenzione con il Comune di Ravenna, per il quale cura in toto le attività relative al GAI Giovani Artisti Italiani, occupandosi del concorso, delle mostre e della promozione dei giovani artisti del territorio.
Questa convenzione ha permesso di costituire un database di oltre 100 nominativi di artisti della Provincia di Ravenna, che hanno partecipato negli anni al concorso RAM: molte gallerie di tutta Italia, ma anche aziende private come Hera, hanno usufruito in questi anni del materiale raccolto dall’Associazione per realizzare iniziative espositive o per contattare gli artisti. Il concorso si è caratterizzato anche come momento per proporre progetti espositivi di autori giovani, ma già affermati: in questo senso sono stati proposti i lavori di Chiara Dynys, Joe Sacco, Marjane Satrapi, Aleksandar Zograf e molti altri. Le mostre in seguito sono state presentate in Italia e all’estero. La particolare attenzione suscitata dalle mostre di autori di fumetto hanno portato l’associazione a lavorare in questo settore con maggiore rigore e continuità, portando alla fine alla nascita nel 2005 del festival Komikazen 1° festival internazionale del fumetto di realtà. Mirada peraltro non collabora solo con istituzioni pubbliche, ma anche con singoli o privati. Guardare in questo senso è inteso come diversa modalità di narrare una storia: questo è l’obiettivo fondamentale della progettazione di Mirada.
Intervista a Pasolini
Davide Toffolo
Teatro Rasi
via Roma
dal 9 ottobre al 15 novembre 2009

Tutte le storie di Toffolo nascono dall’attenzione malinconica del disegnatore nei confronti del proprio luogo d’origine, il Friuli. Per l’intellettuale Pasolini il Friuli è stato l’Arcadia della gioventù e il motore primo di tutta la produzione poetica. La costante e intensa ricerca dell’esperienza della scrittura, che rimane a detta del disegnatore e musicista friulano il perno centrale del proprio operare, si è quindi intersecata con la figura icona del ‘900 italiano, inventando un originale plot che ha evitato stucchevoli cammei biografici.
Un maestro che ancora non è decifrato e che fatica ad essere contenuto in definizioni o in semplici correntismi letterari o di pensiero: come confrontarsi quindi con una totalità così difficile da comprimere e in cui i segni biografici spesso prevalgono sulla riflessione e comprensione vera della produzione? Il desiderio dell’incontro e la necessità di districare propri nodi esistenziali hanno portato Toffolo alla creazione di un plot che nasce dall’immaginaria intervista a Pasolini. Un escamotage narrativo che mette a nudo l’imbarazzo dell’autore, le sue esitazioni, e che permette appieno all’intervistato di raccontarsi dentro gli occhi del lettore. La scelta del romanzo grafico permette una libertà di movimento tra rappresentazione ideale, realistica, inserto citazionista cinematografico e fantastico che nessun altro medium avrebbe potuto compiere. La visionarietà di Pasolini trova quindi un adeguato interprete nel jazzista narrativo Toffolo.
L’ombra di Peter Pan
Dave McKean – Peter Kuper – Paolo Bacilieri – Gianluca Costantini
MAR Museo d’arte della città di Ravenna – via Roma, 13
Dal 10 ottobre al 8 novembre 2009

L’ombra di Peter Pan aleggia giocosa tra i disegnatori che raccontano la realtà senza realismo.
Spesso esiste una sottile ambiguità tra stile realistico, che ha la sua importante storia nella nona arte, e fumetto di realtà, che non sempre sceglie il realismo come chiave di rappresentazione delle storie narrate. Tuttavia l’attraversamento degli specchi rappresentati dalle mani operose dei disegnatori selezionati, mostrano non tanto un’ipotetica fotografia mimetica della realtà, ma una sua rappresentazione che utilizza forme e icone che ci ricordano come nell’infanzia il nostro vedere ci ha svelato molto più di quanto non ci mostri un medium apparentemente “veritiero” come la televisione. Quello che lega i pur diversissimi per stili e sensibilità autori in mostra è proprio questo sguardo stregato dell’infanzia, questo rincorrere l’ombra di quello che non appare e che sempre oggi perduto.
Così il visionario Dave McKean, guru del Photoshop, del taglia incolla straniante e delle visioni inquietanti, nel suo unico libro da lui sceneggiato Cages, pur mantenendo il suo inconfondibile stile di maestro dell’immaginario non realistico, racconta una storia filosofica e reale. McKean presenta al MAR una selezione di tavole originali che non solo mostrano come non si possa parla solo di realismo per questo particolare ambito del fumetto, ma che mostrano ancora una volta che i veri maestri sono sempre avvolti da questa nube contaminante dello sperimentalismo visivo. Oltre a Cages, si potranno ammirare anche tavole di Mr. Punch, scritto da Neil Gaiman, e ispirato al personaggio del teatro di figura popolare inglese.
Oltre al maestro inglese, sarà presente in mostra anche l’americano Peter Kuper: fondatore della storica rivista politicamente embedded World War III, Kuper è un’icona della produzione underground internazionale. Oltre a tenere un workshop al Teatro Rasi, il disegnatore statunitense esporrà gli originali tratti dal suo nuovissimo libro che racconta da testimone le rivolte di Oaxaca in Messico e da The Jungle, adattamento a fumetti del romanzo di Sinclair.
Infine due disegnatori italiani entrambi da anni impegnati nel raccontare storie autobiografiche, politiche o velatamente surreali come Bacilieri e Costantini.
Paolo Bacilieri presenta gli originali della storia dedicata a Maso: un capolavoro del genere in cui lo stile crumbiano tradotto in un personale pastiche svela molto di più della morbosità e degli scheletri nel cassetto del ben pensare nostrano di moltissimi saggi tematici.Il riferimento più comune allo stile di Bacilieri è naturalmente Robert Crumb: ma la formula underground di Bacilieri è tutta made in Italy, acida e nostrana. Nelle sue pieghe, negli oculi cinematografici che si aprono nelle sue tavole, scorre la storia d’Italia: si registrano gli scomparsi illustri (dalla Fallaci a Meneghello); si rinnova la sottocultura che è l’immaginario tentacolare di una generazione difficile; si forgiano, da Pietro Maso a Lapo Elkann, potenti icone della nostra postmodernità, delle sue rovine di plastica.
Infine Gianluca Costantini, che espone per la prima volta le tavole degli ultimi anni nella sua città natale. Sarà in particolare il progetto Sangue in Algeria ad essere presentato al pubblico del festival. Un progetto a metà strada tra fumetto e arte contemporanea, che è stato difatti selezionato al Salon du Dessin di Parigi a marzo 2008. Si tratta di 25 tavole realizzate a partire da foto di riviste di storia illustrata degli anni ’60 dedicate alla guerra di indipendenza algerina. Alle immagini, che segnalano un disegno che si è fatto negli anni sempre più stilizzato e sintetico, è abbinato un testo spesso spaesante, selezionato attraverso il metodo del cut up di Burroughs. Ne viene fuori una lettura e una rappresentazione di un pezzo di storia del Mediterraneo, ma soprattutto un’intensa ed evocativa riflessione visiva sul significato della violenza sulle nostre vite.
Opus quotidianum – Gianluca Costantini
Galleria d’arte Mirada
via Mazzini 83
Dal 10 ottobre al 28 novembre 2009

Una mostra che gioca, già dal titolo, sull’ambiguità dei materiali e delle parole. Il termine opus è tipico di alcune tradizionali tecniche del mosaico (opus sectile, opus reticulatum, ecc.), ma ovviamente non esiste l’opus quotidianum. E’ di fatto l’opera quotidiana di ricerca sul tradimento delle immagini date dai media che ha impegnato l’artista Costantini da diversi anni ad essere tradotta in una forma contemporanea e pop dallo studio Koko di Ravenna in mosaico. Tutti i cartoni difatti sono tratti da immagini tratte da “quotidiani” di vario genere, interpretati dalla linea sapiente del disegnatore ravennate. Un progetto realizzato per il Festival del Mosaico di Ravenna alla prima edizione che racconta dell’oggi assorbendo la lezione del passato.
www.gianlucacostantini.com
www.kokomosaico.com
www.ravennamosaico.it
Selezionati per Komikazen
Spazio Politiche giovanili, via d’Azeglio 2
Dal 9 ottobre al 8 novembre 2009

Ecco in mostra i giovani talenti del fumetto di realtà della Regione Emilia Romagna: è giunta alla sua terza edizione la selezione regionale, realizzata nel contesto della rete GA/ER Giovani artisti dell’Emilia Romagna e di Italia Creativa, che ha già visto premiati con la realizzazione di un libro a fumetti Leonardo Guardigli e Marino Neri nel 2007 e Marina Girardi nel 2008. In occasione dell’inaugurazione della mostra verrà infatti presentato per la prima volta al pubblico il libro pubblicato da comma 22 della Giraldi, che ha vinto l’edizione precedente, incentrato sulla storia dei curdi.
Un libro a fumetti in soggettiva che si confronta con un tema storico spinoso e di drammatica attualità.
I selezionati sono invece in mostra con le proprie tavole originali per il periodo del festival e hanno l’occasione di partecipare ai workshop e agli incontri del Festival con condizioni agevolate.
Sarà inoltre proclamato il vincitore o vincitrice della selezione 2009 sempre in occasione dell’inaugurazione: nell’edizione 2010 sarà presentato il nuovo libro prodotto dalla selezione regionale che si attesta come uno dei concorsi più interessanti a livello nazionale per i giovani talenti, visto che offre quello che è sicuramente il trampolino più ambito, ovvero la creazione di un libro da parte di un editore.
Dave Mckean
(Maidenhead , 29 dicembre 1963)

Artista poliedrico, è disegnatore, illustratore, regista e fotografo, oltreché musicista. Ha messo a punto, grazie all’utilizzo di tecniche miste spaesanti, uno stile inconfondibile e allo stesso tempo imitatissimo.
La sua produzione è potente e unica, eppure in continua evoluzione. Considerato il guru dalla generazione Photoshop negli anni ’90, continua ad avere questo ruolo di apripista nell’universo dell’animazione digitale.
Eppure la sua carriera iniziò con un fallimento: giunto nell’86 a New York per un colloquio, il lavoro gli venne rifiutato. in compenso conobbe Neil Gaiman con il quale continua ad avere un sodalizio incorruttibile.
Insieme realizzano Violent Cases (1987) e l’indimenticabile Black Orchid nell’anno successivo. Il 1989 vede ancora la coppia autoriale al lavoro nella serie culto di Sandman, di cui egli cura il progetto grafico. Sempre per la DC Comics disegna Arkham Asylum, una storia di Batman sui testi dell’altro ragazzo terribile di questa straordinaria stagione inglese, Grant Morrison.
Negli anni ’90 realizza invece il suo capolavoro, l’unica opera di cui cura sia disegno che sceneggiatura, Cages. Realizzata in dieci numeri, è un romanzo che è anche un trattato sull’arte, la creatività e gli usi e abusi della tecnica. Lo stile che va da disegni che ricordano Egon Schiele., a interventi su fotografie, silografie quasi astratte, fino a dipinti in quadricromia e collage, ha un effetto straniante. L’approccio filosofico al disegno costituisce sicuramente l’aspetto più innovativo di questo ampio progetto.
Signal to Noise, del 1992 e Mr Punch del 1994 sono altri risultati del rapporto duraturo con Gaiman: quest’ultimo fa parte della tradizione del teatro di figura inglese del ‘600 ed è il risultato contaminato della figura tradizionale napoletana di Pulcinella (originariamente in inglese punchiniello). Si tratta di un classico trickster, che come la figura napoletana, ha aspetti molesti, dissacratori e liberatori. La versione illustrata da McKean rende un tributo malinconico a questo personaggio seguendo l’unico testo di cui Gaiman ha detto di essere veramente fiero. Oltre ad affrontare la paura e la morte la storia è un’epica del ricordo: “il pensiero della memoria non è né dritto né sicuro, e noi lo intraprendiamo a nostro rischio. E’ più facile fare brevi viaggi nel passato, ricordare in miniatura, costruire piccole recite di marionette nella nostra testa”.
Sempre per l’infanzia, con Gaiman ha illustrato The day I swapped my dad for two goldfish (1997 – In Italia: Il giorno che scambiai mio padre per 2 pesci rossi, Macchia nera, 2000) e Wolves in the wall (2003 – In Italia: I lupi nei muri, Mondadori, 2003). Ha inoltre illustrato, sempre per Neil Gaiman, il romanzo Coraline (2002) da cui è stato tratto recentemente un film.
Molto importante è inoltre la sua collaborazione con musicisti per copertine di CD o di libri. Come fotografo ha realizzato due libri A Small Book of Black and White Lies (1995 – In Italia: Un libretto di bugie bianche e nere, Macchia nera, 2000) e Option: click (1998 – In Italia: Opzione: click,Macchia nera, 2000);
Nel 2005 ha realizzato il suo primo lungometraggio, MirrorMask. La sceneggiatura scritta in collaborazione con l’amico Neil Gaiman prende vita sullo schermo con l’ausilio di tecniche miste, un incrocio tra ripresa dal vivo, animazione digitale e stop-motion. Al momento sta lavorando su un nuovo lungometraggio che prevede l’utilizzo sia di animazione che di ripresa filmica su un tema caro sia a lui che Gaiman, ovvero tra mondo reale ed immaginario.







